martedì 27 luglio 2010

Festeggiamenti in Spagna: i Campioni del Mondo tornano a Madrid


Dopo la vittoria dei Mondiali la nazionale spagnola atterra all'aeroporto di Barajas con la Coppa del Mondo, l'aereo della nazionale atterra con le scritte "Campeones" e "Orgullosos de nuestra selecciòn".
In Spagna è un vero delirio da Madrid a Barcellona, fino a Siviglia tutti a fare festa per la vittoria di questo Mondiale, gli spagnoli vestiti di rosso sventolano le bandiere e urlano a squarciagola "Campeones del Mundo".
Ad attenderli a Madrid al Palazzo Reale, vi è il Re Juan Carlos, la Regina Sofia che per l'occasione aveva un vestito rosso, e i Principi delle Asturie. Il Capo di Stato spagnolo ha salutato con un caloroso affetto il capitano della nazionale Iker Casillas e il loro allenatore Vicente del Bosque. Casillas ha regalato al monarca la maglia con la scritta "Campeones del Mundo", e poi con la Coppa hanno fatto la foto ufficiale.
Più tardi ad accoglierli al Palazzo della Moncloa vi è il Premier Zapatero che ha stretto la mano ai giocatori, ma il suo abbraccio è andato a Puyol, Sergio Ramos, Iniesta e Xavi. Infine il Premier ha definito Iniesta un esempio per le giovani generazioni e ha ringraziato il ct del Bosque per il suo lavoro.
Ma la festa spagnola si accende quando i calciatori attraversano la folla vestita di rosso nella piazza Moncloa di Madrid con il pullman della nazionale. Le strade sono ricoperte dai colori rosso e oro della rojigualda, la bandiera nazionale, e vi sono più di un milione di persone che aspettano la squadra.
Sul pullman ci sono i giocatori che festeggiano bevendo birre e salutando i tifosi.
L'immagine di una Spagna trionfante e gioiosa che festeggia a ritmo di balli e di birre la loro prima Coppa del Mondo.

Il saluto di Mandela per la chiusura dei Mondiali


Al Soccer City di Johannesburg si è tenuta la cerimonia di chiusura dei Mondiali 2010, iniziata con lo spettacolo di Shakira che ha salutato il pubblico cantando la sua "Waka Waka", colonna sonora di questo Campionato di calcio, seguita da balletti, un arcobaleno di colori, l'ultimo saluto di Cannavaro alla Coppa del Mondo e la proiezione della parola grazie al centro dello stadio in diverse lingue.
Ma l'evento che ha caratterizzato di più la cerimonia di chiusura di questi Mondiali, è stata la presenza dell'ex Presidente del Sudafrica Nelson Mandela.
Mandela novantaduenne, nonostante i suoi problemi di salute aveva espresso il desiderio di essere presente seppure per poco tempo alla chiusura dei Mondiali, e così accompagnato dalla moglie è entrato allo stadio con tanto di colbacco in testa giubbotto e guanti, trasportato da un cart.
L'ex presidente è stato accolto dalla folla a suoni di vuvuzela e grandi applausi, ma la sua presenza si è limitata a pochi minuti, poichè l'ex leader del movimento nero a causa di problemi di salute si è dovuto poi ritirare e non ha assistito alla cerimonia di premiazione.
Chi meglio di Mandela,uomo simbolo del Sudafrica:primo Presidente nero in Sudafrica dopo la fine dell'apartheid e Premio Nobel per la Pace; poteva accompagnare questa chiusura dei Mondiali in Sudafrica.

Altri protagonisti: Il polpo Paul


Uno dei protagonisti più rappresentativi di questo Campionato 2010, è stato di sicuro il polpo Paul. Il polpo tedesco che risiede nell'acquario di Oberhausen, ha appassionato il mondo intero con le sue profezie su questo Mondiale; infatti è stato proprio il piccolo polpo a prevedere la vittoria della Germania sull'Argentina e la vittoria della Spagna alla finale dei Mondiali.
Il polpo ha indovinato tutti i risultati che gli sono stati chiesti alla vigilia di ogni partita, otto centri su otto previsioni di partite. Tutti lo amano soprattutto i giocatori della nazionale Campione del Mondo, nessuno dimenticherà i suoi magici tentacoli.
Infatti il giocatore Campione del Mondo Andres Iniesta, per i festeggiamenti in Spagna ha alzato al cielo il simbolo della vittoria: non la Coppa del Mondo, bensì un polpo di plastica per ringraziare il polpo tedesco della loro vittoria. La folla ha applaudito divertita e ha apprezzato il gesto di riconoscimento per il polpo indovino.
La fama del mollusco si è sparsa ovunque, e ora è diventato l'attrazione dell'estate 2010; l'acquario di Oberhausen è tra i posti più richiesti dalle agenzie di viaggio. Il polpo sguazza felice nella sua vasca dove vi hanno messo un piccolo trofeo della FIFA in miniatura, a testimonianza del suo ruolo in questi Mondiali in Sudafrica.




Ma un altro elemento che ha rappresentato ed ha accampagnato con il suo suono questo Mondiale, è la vuvuzela. Amata dai tifosi e odiata dai telespettatori, la vuvuzela è stata la colonna sonora delle partite dei Mondiali 2010.
Questa trombetta di plastica che ha un suono simile ad un barrito di un elefante o a quello di uno sciame d'api, ha fatto parte dell'armamentario dei tifosi ed è arrivata oramai in tutte le più grandi città del mondo.
A Città del Capo la Hyundai per pubblicizzare le proprie autovetture ha presentato la vuvuzela più grande del mondo, che è stata costruita su un ponte di questà città, ed è lunga ben 35 metri e il suono è proporzionato alle sue dimensioni.
Di sicuro il suono della vuvuzela e le profezie del polpo Paul rimarranno gli elementi più rappresentativi della storia dei Mondiali di calcio in Sudafrica.

lunedì 26 luglio 2010

Il ritorno di Maradona ai Mondiali


Maradona torna ai Mondiali, ma stavolta in veste di allenatore della nazionale di calcio dell'Argentina.
Il calciatore argentino che ha entusiasmato il mondo con i suoi gols, scende di nuovo in campo con tanta voglia di vincere questo Campionato, presentando una squadra grintosa; avendo a disposizione giocatori tra i migliori al mondo, come Messi, Pallone d'Oro, Tevez, e Milito protagonista di una splendida stagione nell'Inter.
El Pibe de oro tanto discusso e criticato, ha saputo emergere con grande volontà e trasportato da un'unica fede che ha sempre amato: il calcio.
Molto scetticismo circonda l'operato di Maradona, anche perchè la squadra aveva rischiato fino all'ultimo di non qualificarsi al Mondiale, e c'è chi aspetta un suo crollo assieme ad una squadra che non sembra molto efficace in campo.
Maradona dà poco conto a queste chiacchiere e la sua squadra si qualifica prima nel suo girone vincendo tre partite su tre incontri, e così esplode la gioia dei tifosi argentini e di chi crede ancora in questo campione del calcio.La squadra batte il Messico 3-1, la Nigeria 1-0 e la Corea del Sud 4-1, e diventa una delle squadre favorite per la vittoria della finale.
Ma all'incontro del 3 luglio Argentina-Germania, la squadra dice addio al Mondiale con un esito finale di 0-4. La Germania incontra un'Argentina che sembra giocare poco, e così i tedeschi diriggono questa partita e dimostrano di non aver alcun timore nei confronti della squadra di Maradona, Messi gioca finchè può ma finisce per trovarsi sempre solo nell'area tedesca, la squadra argentina non reaggisce, e così con questa sconfitta saluta il Mondiale.
Nonostante questa sconfitta, la presenza di Maradona ha caratterizzato questo Mondiale che forse verrà ricordato come il Mondiale di Maradona.

domenica 25 luglio 2010

Italia: i campioni del 2006, per primi a casa


I Mondiali dell'Italia finiscono a Johannesburg. L'Italia di Marcello Lippi sconfitta dalla Slovacchia 3-2 allo stadio "Ellis Park", è costretta a salutare la Coppa del Mondo.
La Slovacchia, a differenza della Nuova Zelanda e Paraguay, nel primo tempo ha attaccato gli azzurri e va in vantaggio per 1-0 grazie alla rete di Vittek, la squadra di Marek Hamsik non ci pensa due volte a rendersi pericolosa, e così con quattro punti in classifica la Slovacchia accede agli ottavi.
Durante la partita si può assistere a un'Italia che lascia l'iniziativa alla Slovacchia; le uniche emozioni in questo match ce le regala nel secondo tempo Fabio Quagliarella che entra in campo al posto di Gattuso.
L'attaccante del Napoli è il migliore degli azzurri, segnando due reti, di cui una annullata per una posizione di fuorigioco,ma comunque in campo è il miglior giocatore e quello più determinato a vincere, ed a un minuto dalla fine ecco la sua splendida rete, ma ormai è troppo tardi, l'Italia è fuori dai Mondiali.